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Le speranze perdute degli italiani

Scritto da il in Sociologia

Gli italiani hanno perso le speranze, ma non smettono di comportarsi da persone civili. Anzi… la crisi dei mercati finanziari sembra averli resi più coesi di quanto non fossero negli ultimi decenni: il popolo minuto che compie sacrifici affinché i figli possano studiare è quello che comprende meglio la situazione indegna dei giovani adulti d’oggi, costretti a lavorare gratis e a essere mantenuti dai genitori chissà per quanto tempo ancora. Il futuro non è necessariamente scritto, però non è qui.

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Ambientalismo, dieta vegetariana e aborto

Scritto da il in Sociologia

Siamo la società della misantropia. Adottiamo una dieta vegetariana per non sentirci responsabili della morte degli animali d’allevamento, acquistiamo automobili elettriche per non inquinare l’ambiente, ma riteniamo l’aborto un segno della nostra civiltà: qualcosa non quadra (e il sottoscritto non è affatto un anti-abortista). Abbiamo sviluppato una profonda cultura anti-umanistica che antepone l’utile al giusto e per sentirci meglio abbiamo sovvertito l’etica tradizionale in nome del progresso.

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Le insostenibili richieste della burocrazia

Scritto da il in Sociologia

L’Italia è un Paese fondato sulla burocrazia, che continua a causare il disboscamento delle aree boschive per sostenere il proprio atavico bisogno di stampare inutilmente dell’inchiostro sulla carta. La digitalizzazione è un’utopia, lo snellimento della macchina burocratica una ‘barzelletta’ che non farebbe ridere un individuo sotto THC: giorno dopo giorno, mi domando come una simile amministrazione sia sopravvissuta finora. E mi preoccupo del futuro che m’attende… giacché del tuo non m’importa.

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La mania del controllo sul posto di lavoro

Scritto da il in Sociologia

In Italia, ma probabilmente succede altrettanto anche in altri Paesi arretrati, vige la regola della presenza: non importa che tu faccia davvero qualcosa, purché sia al tuo posto nell’orario stabilito. Nella cultura anglosassone contemporanea (che ha numerosi altri problemi e, forse, persino più gravi) sarebbe considerato illogico. Un dipendente che non produce nulla, a prescindere dai timbri sul cartellino, è un costo insostenibile soprattutto con la crisi internazionale dei mercati finanziari.

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Il precariato del lavoro e dei rapporti

Scritto da il in Sociologia

Esiste un rapporto molto stretto fra l’economia e la società, specie in una Repubblica fondata sul lavoro (dove a lavorare davvero è una minoranza). La ‘precarizzazione’ delle professioni può esserne la causa o la conseguenza, ma appare evidente che le relazioni affettive abbiano subìto delle modifiche sostanziali rispetto alle generazioni che c’hanno preceduto. Può darsi che la precedente concezione della famiglia fosse garantita dall’ipocrisia, però è chiaro che quella odierna sia squilibrata.

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