È arrivato il virus

Lo chiamano “nuovo” coronavirus perché, a quanto pare, è la variante di un ceppo già conosciuto: lo stesso della famigerata Sars. Dicono che arrivi dalla Cina e che sia mortale. Ha contagiato un giovane adulto del lodigiano che, di rientro da un viaggio di lavoro, avrebbe trasmesso l’infezione a un collega e alla moglie; i medici invitano alla cautela e inviano messaggi contraddittori alla nazione. Alcuni ridimensionano il fenomeno a una banale influenza, altri sostengono il rischio di una pandemia. Sulle strade iniziano a incontrarsi persone che indossano una mascherina chirurgica: in Oriente è buona educazione farlo, quando si è malati, per evitare di contagiare il prossimo… ma qui (a parte alcuni soggetti immunodepressi) non abbiamo la stessa abitudine. Sembra un po’ ridicolo, a dirla tutta. È davvero necessario? I virologi non concordano; io sono abituato ai ciclisti, che le indossano in centro a Milano, e a me non fanno tanta impressione. Sicuramente è un evento straordinario a Varese.

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