Il giorno del giudizio?

Non è bastato già predisposte dal Governo per il contenimento del coronavirus: l’ampliamento della zona rossa a tutto il Paese è stato un passaggio doveroso, ma insufficiente a garantire il controllo delle infezioni. Stando all’Oms, siamo ufficialmente colpiti da una pandemia e le restrizioni in quarantena devono essere aumentate; non sappiamo fino a quando, di sicuro oltre il termine del . Giuseppe Conte ha preso ad esempio la Lombardia, imponendo la chiusura di tutte le attività non essenziali con un terzo Dpcm già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Niente più locali aperti fino all’aperitivo, chiudono pure gli ipermercati e i tribunali tanto per citarne alcune. Le corse agli approvvigionamenti e le fughe al Sud sono ormai una costante: per le strade aumentano le forze dell’ordine. È un delirio collettivo dal quale non sappiamo ancora come e se riusciremo a salvarci, mentre il bene individuale annulla qualunque spirito comunitario degli italiani.

Supermercati e farmacie sono gli unici esercizi aperti al pubblico insieme ai benzinai e a poche altre eccezioni: le fabbriche possono continuare la propria attività, garantendo il rispetto delle norme sulla tutela della salute. Una barzelletta, in un Paese indisciplinato come l’Italia che ad oggi non ha imparato a fare la raccolta differenziata dei rifiuti! Io ed Elvira usciamo a giorni alterni soltanto per la spesa dal febbraio, quindi siamo in quarantena da circa due settimane; sappiamo che questa reclusione è destinata a durare. Il centro di Varese è un deserto, ma nelle rare uscite incontro tuttora uomini e donne che si comportano come se non fosse cambiato nulla… portando, magari, i figli a spasso. Quasi un insulto per chi è costretto a camminare centinaia di metri coi sacchetti pieni di generi di prima necessità. Dall’altra parte della strada gli operai continuano la restaurazione di un appartamento al secondo piano, essendo pagati probabilmente in nero. È tutto così assurdo.

Avrei sempre voluto combattere in prima linea, col coltello fra i denti, in caso di necessità: questo conflitto è una sfiancante guerra di trincea in cui ti chiedono “soltanto” di restare chiuso in casa. Mi sono auto-recluso per anni e ne subisco ancora le conseguenze, ritrovando pessime abitudini che credevo fossero giusto un brutto ricordo. Che cosa racconterò ai nipoti, qualora dovessi sopravvivere? Uno lo ho già e non parlo neppure la sua lingua. L’Italia era in crisi da tempo e gli economisti non credono che riusciremo a riprenderci subito, quando il virus sarà finalmente debellato; dall’estero ci guardano come untori di manzoniana memoria. Francia e Germania puntano il dito contro gli italiani. Forse, in tutto questo l’unico aspetto positivo potrebbe essere una rimodulazione degli accordi internazionali, perché questa Europa non ci ha mai rappresentato e la fame lo farà capire a un numero persino maggiore di cittadini che adesso hanno davvero paura. Siamo allo stremo delle forze.