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La mania del controllo sul posto di lavoro

Scritto da il in Sociologia

In Italia, ma probabilmente succede altrettanto anche in altri Paesi arretrati, vige la regola della presenza: non importa che tu faccia davvero qualcosa, purché sia al tuo posto nell’orario stabilito. Nella cultura anglosassone contemporanea (che ha numerosi altri problemi e, forse, persino più gravi) sarebbe considerato illogico. Un dipendente che non produce nulla, a prescindere dai timbri sul cartellino, è un costo insostenibile soprattutto con la crisi internazionale dei mercati finanziari.

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Il precariato del lavoro e dei rapporti

Scritto da il in Sociologia

Esiste un rapporto molto stretto fra l’economia e la società, specie in una Repubblica fondata sul lavoro (dove a lavorare davvero è una minoranza). La ‘precarizzazione’ delle professioni può esserne la causa o la conseguenza, ma appare evidente che le relazioni affettive abbiano subìto delle modifiche sostanziali rispetto alle generazioni che c’hanno preceduto. Può darsi che la precedente concezione della famiglia fosse garantita dall’ipocrisia, però è chiaro che quella odierna sia squilibrata.

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Il dramma della coazione a ripetere

Scritto da il in Psicologia

Esistono persone incapaci d’interrompere un ciclo nefasto che le porta a scegliere sempre di mettersi nelle condizioni peggiori per sé, in qualunque àmbito dell’esistenza: è frequente nelle relazioni sentimentali, ma il fenomeno riguarda pure l’ambiente lavorativo. Quello che gli informatici chiamerebbero an infinite loop è la coazione a ripetere che caratterizza chi non pensa d’avere mai espiato il peccato originale. Un punto essenziale della mia filosofia che un giorno illustrerò nei dettagli.

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La ‘rivoluzione’ mancata

Scritto da il in Sociologia

I miei genitori hanno partecipato al ’77 su fronti avversi e sono passati attraverso il ’68, i miei nonni hanno affrontato il secondo conflitto mondiale, il mio caro bisnonno (l’unico che abbia conosciuto) era un ragazzo del ’99 e ha combattuto persino il precedente. Io posso dire soltanto di ricordare la caduta del muro di Berlino – seguita in diretta davanti a un televisore che trasmetteva ancora in bianco e nero – ma una ‘rivoluzione’ non l’ho vissuta benché per un decennio l’abbia preparata.

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La truffa della formazione continua

Scritto da il in Economia

La crisi internazionale dei mercati finanziari ha prodotto l’abbandono di un’intera generazione, la mia: laddove i pessimisti – o, se preferisci, i realisti – vedevano una debolezza, gli ottimisti (che preferirei definire opportunisti) hanno visto un punto di forza. Il precariato ha conosciuto un’esplosione dei corsi d’aggiornamento o avviamento alle più disparate professioni che non è affatto coincisa con l’effettivo collocamento dei discenti. Insomma, una truffa che ci sta costando molto cara.

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