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Questo sarebbe dovuto essere un romanzo autobiografico e, invece, è diventato un blog. Uno come quelli che mantenevo una ventina d’anni fa (quando a conoscerne il significato eravamo in pochi): un po’ perché – nel momento in cui scrivo – arrivato alla soglia dei trentatré anni non ho ancora raggiunto una maturità professionale sufficiente a scrivere uno, un po’ perché mi riservo il diritto di farlo in futuro. Puoi considerare quanto segue nell'ottica d’un sequel, in una prospettiva cross-mediale, che succede idealmente alla narrazione di ciò che un domani potrebbe essere l’omonimo racconto; essendo una pubblicazione aperiodica e impulsiva, non è obbligatorio seguirne l’andamento orizzontale per comprenderne i contenuti. O, meglio, non sarebbe comunque esaustivo. Ogni intervento è a sé e scaturisce dalla volontà d’esorcizzare il dolore provocato dall’impotenza dinanzi al fenomeno che indaga. Insomma, uno sfogo editoriale che sublima l’istinto etero-distruttivo d’un individuo borderline.

I capelli bianchi sulle ginocchia

Scritto da il in Psicologia

Qui sarò molto più ‘personale’ del solito, andando a riprendere quella stessa falsariga che caratterizzerà il mio romanzo autobiografico (sempre ammesso che mi decida a scriverlo): vedersi invecchiare – e, soprattutto, vedere come invecchiano i propri cari – è spaventoso; amplifica il senso di smarrimento verso il futuro e la rabbia repressa per i tanti errori commessi in passato. Le possibilità diminuiscono… e quell’attesa ansiogena d’emergere ormai s’avvicina a grandi passi alla rassegnazione.

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Il desiderio del possesso

Scritto da il in Psicologia

Fra i desideri più pericolosi per la psiche umana, nonché uno dei tanti più difficilmente evitabili, è quello del possesso. Non è soltanto una conseguenza della gelosia: il cervello umano riflette le esigenze istintuali, ma gli uomini non procedono per esperienze scollegate. Sopravvivono per l’idea generale che ne deriva e da essa non possono prescindere. Le relazioni, perciò, procedono sulla base della fiducia reciproca che è messa di continuo in discussione dalla natura stessa degli individui.

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Il senso di colpa e la compulsione

Scritto da il in Psicologia

È evidente che la generazione precedente patisca un enorme senso di colpa nei confronti della mia: non sarebbe spiegabile, altrimenti, come possa accettare di mantenerci oltre i trent’anni (e continuare a considerarci giovani). Né apparirebbe giustificabile la compassione verso sconosciuti migranti per i quali i nostri genitori non hanno alcuna responsabilità se non quella d’avere eletto dei governi imbelli per oltre un ventennio. Che, poi, è la medesima e una che riguarda anche i miei coetanei.

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Triumph des Willens

Scritto da il in Filosofia

Non esiste altra soluzione al fatalismo della volontà. Essa non dipende affatto dalla ragione, ma muove dall’istinto per raggiungere la soddisfazione immediata: e – una volta raggiunta – spinge a desiderare qualcosa di meglio. Ancora e ancora, finché il sangue continua a scorrere nelle vene. Non esiste altro limite di quelli che l’intelletto impone. Ahimè, il processo del pensiero è tanto forte da annebbiare questa consapevolezza che pure tutti abbiamo interiorizzato già a partire dalla nascita.

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Il suicidio della giovinezza

Scritto da il in Filosofia

La vecchiaia non dipende dal tempo: è una condizione intellettuale ed emotiva che subentra una volta per tutte oppure a più riprese nel corso della propria esistenza. È un ‘suicidio’ della giovinezza, che alcuni rischiano di non esperire mai a causa delle troppe imposizioni sociali. Essere giovani significa desiderare, combattere, ribellarsi; tuttavia, molti sono incapaci già dall’adolescenza d’opporsi alle comodità dell’asserzione. Preferiscono obbedire agli altri… e trarne vantaggi definitivi.

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